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MOSTARDA DI CREMONA


Dagli antichi speziali di Cremona alle nostre tavole: la Mostarda di Cremona

  • Cremona (26100)
  • 26100 Cremona
  • PAT

Descrizione

"La confezione che si fabbrica a Cremona, secondo il metodo dei Cremonesi... noi abbiamo per la più squisita": è così che Francesco Cherubini descrive la Mostarda di Cremona nel suo vocabolario Milanese-Italiano risalente alla metà dell’Ottocento, ma la prima ricetta per fare la Mostarda di Cremona appare già nel 1604 e nel '700 erano censite in città e provincia ben 20 fabbriche di torrone e mostarda. L’origine della mostarda ha radici che affondano nel Medioevo quando gli speziali usavano conservare la frutta nel mosto cotto con l’aggiunta di farina di senape per impedirne il deterioramento e assicurarsi così delle conserve per il lungo inverno d’isolamento. Con l’introduzione dei nuovi metodi di conservazione refrigerati il mosto cotto è stato sostituito con lo sciroppo di glucosio e la senape è stata mantenuta per la particolare nota piccante che conferisce al prodotto. 


La Mostarda di Cremona, spesso scambiata per grossi canditi, in realtà è un alimento di gusto molto deciso che consiste di frutta mista lasciata intera o spezzata in pezzi grossi (solitamente si usano ciliegie, pere, mandarini, fichi, zucca, pesche, albicocche, prugne e cedri) che viene cotta in uno sciroppo di acqua e zucchero al quale viene aggiunta l’essenza di senape piccante.

La mostarda è abbinata soprattutto al consumo nel periodo Natalizio, ma si trovano tutto l’anno diverse tipologie industriali ma anche varie specialità artigianali reperibili nei negozi tipici della gastronomia locale.

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"La confezione che si fabbrica a Cremona, secondo il metodo dei Cremonesi... noi abbiamo per la più squisita": è così che Francesco Cherubini descrive la Mostarda di Cremona nel suo vocabolario Milanese-Italiano risalente alla metà dell’Ottocento, ma la prima ricetta per fare la Mostarda di Cremona appare già nel 1604 e nel '700 erano censite in città e provincia ben 20 fabbriche di torrone e mostarda. L’origine della mostarda ha radici che affondano nel Medioevo quando gli speziali usavano conservare la frutta nel mosto cotto con l’aggiunta di farina di senape per impedirne il deterioramento e assicurarsi così delle conserve per il lungo inverno d’isolamento. Con l’introduzione dei nuovi metodi di conservazione refrigerati il mosto cotto è stato sostituito con lo sciroppo di glucosio e la senape è stata mantenuta per la particolare nota piccante che conferisce al prodotto. 


La Mostarda di Cremona, spesso scambiata per grossi canditi, in realtà è un alimento di gusto molto deciso che consiste di frutta mista lasciata intera o spezzata in pezzi grossi (solitamente si usano ciliegie, pere, mandarini, fichi, zucca, pesche, albicocche, prugne e cedri) che viene cotta in uno sciroppo di acqua e zucchero al quale viene aggiunta l’essenza di senape piccante.

La mostarda è abbinata soprattutto al consumo nel periodo Natalizio, ma si trovano tutto l’anno diverse tipologie industriali ma anche varie specialità artigianali reperibili nei negozi tipici della gastronomia locale.

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Dove puoi trovare questo prodotto

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Stagionalità

La mostarda è prodotta tutto l’anno.

Abbinamenti

L'abbinamento più tradizionale della mostarda è con le carni: dal bollito all'arrosto, dal Cotechino Vaniglia Cremonese al salame da pentola. Si abbina bene anche con tutti i formaggi stagionati, semistagionati, freschi, erborinati.

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Curiosità

Nella varietà cremonese, la frutta non viene tagliata a pezzetti ma è lasciata pressoché intera perché il sapore della frutta e il piccante della senape creano quel sapore dolce ma leggermente piccante che la caratterizza. 

Produttori

Leccornie Doc SPERLARI 1836 GNOCCHI A SFERA DI RICOTTA DI CAPRA CON FONDUTA DI PROVOLONE, VELLUTATA DI ZUCCA E PANCETTA CROCCANTE Gastronomia Contini 2.0 Festival della Mostarda 2017 PASTICCERIA LANFRANCHI ENOTECA CATULLO Enoteca al Donizetti
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